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Quasi 150mila chilometri quadrati di foreste scompaiono
ogni anno in seguito alla deforestazione selvaggia,
all’industria del legno e ad altri fattori ancora.
Un danno destinato ad intensificarsi se si considera
che, entro il 2010, si prevede un aumento del consumo
del legno del 26 per cento.
Le conseguenze di questo indiscriminato sfruttamento
sono di immensa portata.
Sono già andate distrutte la metà delle
foreste che originariamente ricoprivano il pianeta
e più della metà di quelle che restano
sono minacciate dall'industria del legname. In questo
modo milioni di specie floreali e faunistiche sono
in serio pericolo di estinzione, oltre a numerose
popolazioni e culture che rischiano di scomparire
o sono già scomparse.
L’abbattimento indiscriminato di alberi rappresenta
uno dei fattori chiave dello squilibrio che sta minando
il nostro ecosistema, meccanismo perfetto ma fragile
di scambio tra l’uomo e l’ambiente, fondato
su leggi elementari ed inviolabili.
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