Artico bollente, il caldo record è opera dell’uomo

Artico bollente, il caldo record è opera dell’uomo

Le temperature invernali del Polo Nord  supereranno gli 0°C per il secondo anno di seguito.

L’ estensione dei ghiacci ha raggiunto livelli bassissimi nonostante questo sia il periodo in cui la calotta polare dovrebbe riformarsi. E una sua diminuzione avrà effetti sul clima del 2017 e sul riscaldamento globale.

Su alcune parti dell’Artico sta convergendo una massa d’aria calda, con temperature di 20°C superiori alla media, che causeranno un ulteriore scioglimento dei ghiacci in alcune parti della calotta. Lì la colonnina di mercurio raggiungerà temperature addirittura più alte di quelle del Canada. Simili eventi – che gli scienziati definiscono “riscaldamento di metà inverno” – stanno diventando sempre più comuni, anche a causa dell’indietreggiare della calotta.

Ma l’Artico è bollente da mesi. Novembre e dicembre hanno registrato nuovi record, con 2,5°C in più della media per questo periodo dell’anno. Un andamento che può essere spiegato soltanto tramite il riscaldamento globale di origine antropica, puntualizza un team di climatologi guidati da Andrew King dell’Università di Melbourne, in una ricerca non ancora pubblicata e anticipata dal quotidiano britannico Guardian.

Il caldo record registrato tra il 2015 e gli ultimi mesi non trova posto nelle simulazioni climatiche condotte con i modelli predittivi più condivisi dalla comunità scientifica se da questi si esclude il fattore umano, ovvero l’influenza dei gas serra di origine antropica. In teoria sarebbero eventi che si dovrebbero verificare una volta ogni 200 anni, mentre la loro frequenza accelerata dimostra che sono intervenuti fattori esterni. In altri termini, il Polo Nord si scioglie a questo ritmo solo per causa dell’uomo. E secondo il team di King entro il 2040 un anno su due farà registrare temperature record nell’Artico.

Fonte: www.rinnovabili.it