FSC sfata 10 miti sulle foreste italiane

FSC sfata 10 miti sulle foreste italiane

Sulla situazione forestale italiana circolano numerose credenze, non sempre attendibili e veritiere. FSC Italia ha deciso di sfatare i più diffusi luoghi comuni:

  1. I boschi italiani stanno scomparendo
    Falso: i boschi italiani sono in continua espansione. Dalla fine della prima guerra mondiale ad oggi, la superficie forestale italiana è triplicata. Se negli anni venti erano censiti in Italia circa 4 milioni di ettari di boschi, oggi se ne contano più di 11 milioni. Solo nell’ultimo decennio la superficie forestale italiana è aumentata del 5,8%, pari a circa 77 mila campi da calcio (ri)prendendosi gli spazi abbandonati delle nostre colline e montagne (fonte: Crea).
  2. Bosco significa solo legname
    Falso: il legname è solo uno dei tanti servizi e prodotti forniti dai boschi. Alberi e piante ci offrono infatti protezione del suolo dall’erosione e dal dissesto idrogeologico, regolazione del ciclo dell’acqua, fissazione del carbonio, habitat per la biodiversità e infine spazi per attività sportive, educative, terapeutiche e ricreative. L’insieme di tutti questi prodotti e servizi prende il nome di servizi naturali o ecosistemici.
  3. I boschi italiani sono tutti naturali
    Falso: i boschi italiani sono il risultato dell’azione dell’uomo. L’88% di queste aree è al giorno d’oggi antropizzata e di origine seminaturale.(fonte: Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio).
  4. I boschi non vanno toccati
    Falso: una buona gestione dei boschi è l’unico strumento capace di mitigare gli effetti derivanti dai cambiamenti climatici, dall’instabilità idrogeologica, dagli incendi, dalla diffusione di patogeni e di specie invasive.
  5. Chi pianta è buono, chi taglia è cattivo
    Falso: Se il taglio viene effettuato da operatori specializzati e secondo una pianificazione ben precisa, applichiamo un approccio di selvicoltura naturalistica, ossia un sistema dove gli alberi vengono tagliati in modo selettivo, mirando ad imitare le dinamiche naturali del bosco e favorendo la rinnovazione naturale delle specie.
  6. Più legno e carta vuol dire meno boschi
    Falso: il legno è il materiale di origine biologica, rinnovabile e riciclabile, più importante a disposizione dell’uomo sulla terra. Possiamo quindi usarlo in maniera sostenibile, ad esempio tagliando le piante seguendo i ritmi naturali di rigenerazione del bosco. L’impiego del legno sostituisce poi l’uso di materiali derivanti da fonti fossili inquinanti come la plastica. Se certificato FSC, garantisce infine la gestione responsabile della foresta di origine.
  7. I boschi italiani sono di tutti
    Falso: il 63% dei boschi italiani risulta di proprietà privata. Il restante 34% dei boschi è invece di proprietà pubblica. Solo il 3% dei boschi italiani non ha proprietario (fonte: Agenzia Europea per l’Ambiente).
  8. Il fuoco è nemico dei boschi
    Parzialmente falso: gli incendi di origine naturale (ad esempio quelli causati dai fulmini) in Italia sono molto rari. Il vero nemico dei boschi è in realtà l’abbandono dei terreni e la negligenza dell’uomo che, sommati ai cambiamenti climatici, portano ad un aumento degli incendi e della loro capacità distruttiva.
  9. Le nostre foreste non valgono nulla
    Falso: il valore economico prodotto dalle foreste italiane è di 450 euro per ettaro all’anno, pari a 85 euro per cittadino. Dobbiamo tenere presente che il bosco protegge le nostre case dall’erosione del suolo e dalle alluvioni, ci assicura acqua pulita e produce l’ossigeno che respiriamo: tutto questo fa una bella differenza nel nostro portafoglio – e nella nostra vita (fonte: The Economics of Ecosystems & Biodiversity).
  10. Quindi va tutto bene?
    Purtroppo no: i boschi ricoprono ormai circa il 40% del territorio italiano (fonte: RAF Italia), ma ne utilizziamo solo una minima parte. Questo abbandono ci porta ad essere tra i principali importatori di legname in Europa, oltre ad esporci a rischi sempre maggiori a causa del dissesto idrogeologico e degli incendi.