Guarire il mondo con la transizione del settore energetico

Guarire il mondo con la transizione del settore energetico

Il 48esimo World Economic Forum Annual Meeting, che si terrà dal 23 al 26 gennaio a Davos-Klosters, avrà come tema “Creating a Shared Future in a Fractured World” . Secondo la copresidente del Forum di Davos 2018, Isabelle Kocher, la promessa di emancipazione individuale e collettiva implicita nella nozione di progresso sembra essersi spezzata: l’altra medaglia del progresso tecnologico è un mondo frammentato.

Un mondo diviso tra classi ultra-ricche, medie e basse, un mondo fratturato tra lavoratori qualificati e non, che genera contrasti che trovano cassa di risonanza sulle piattaforme di informazione  e i social media, che permettono di documentarsi costantemente, alimentando tensioni, insoddisfazione e indignazione.

Dobbiamo prestare attenzione a questa indignazione e comprenderla come il desiderio per un nuovo modello.

E’ il momento della costruzione, per la creazione di un futuro condiviso, più rispettoso dell’ambiente. Un futuro che offra maggiori possibilità di sviluppo personale, riconciliando gli interessi in competizione tra ambiente, comunità e individuo.

La transizione del settore energetico è particolarmente evidente nel campo dell’energia. Sono stati fatti grandi investimenti nelle energie rinnovabili, guidando il progresso tecnologico, perché ora c’è una forte volontà politica per affrontare queste sfide.

I maggiori operatori energetici si stanno assumendo la responsabilità e lavorando per un futuro desiderabile, determinati ad essere parte della soluzione e non il problema. I Paesi che hanno aderito, in base all’Accordo sul clima di Parigi, a limitare l’aumento della temperatura globale ben al di sotto del 2° C servono da esempi. Da menzionare anche i fondi sovrani di nazioni ricche di idrocarburi che si sono impegnate a fornire importanti finanziamenti per la transizione energetica, come la Norvegia, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait, i cui tesori dipendono dall’uso di queste risorse.

Il C40 megacities network ha sviluppato un programma ambizioso volto a limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5° C. Migliaia di imprese, all’interno di varie coalizioni, si sono impegnate a ridurre la propria impronta di carbonio , soddisfare il 100% del proprio fabbisogno energetico attraverso energie rinnovabili o adottare misure favorevoli al clima, come l’internal carbon pricing, la scelta di combustibili alternativi e l’efficienza energetica. Tutti questi stakeholders hanno assunto impegni pubblici che ridurranno la frattura tra crescita economica ed equilibrio climatico.

Fonte: www.greenreport.it