Il mercato premia le imprese attente agli impatti ambientali

Il mercato premia le imprese attente agli impatti ambientali

Secondo una recente analisi dell’Osservatorio Climate Finance della School of Management del Politecnico di Milano, mercato e consumatori favoriscono le imprese virtuose e penalizzano le più inquinanti. Il mercato reagisce in base all’aumento del prezzo delle certificazioni ETS, strumento che impone un costo a carico delle aziende che utilizzano fonti energetiche inquinanti o producono determinate quote di emissioni. C’è una correlazione tra il prezzo dei Certificati ETS e il rendimento di mercato: solo le realtà che hanno investito in tecnologie verdi beneficiano dell’aumento dei prezzi dei Certificati ETS; al contrario, chi inquina è fortemente penalizzato.

Ciò può comportare una riduzione del valore dell’impresa fino a -5,6%: le imprese virtuose, nel momento in cui si rendono responsabili di un incidente che comporta danni ambientali, vengono penalizzate dal mercato in maniera più consistente rispetto a quelle che non lo sono. L’indagine ha analizzato 700 società situate in Italia, Francia, Regno Unito e Germania, tutte quotate, che tra 2020 e 2021 hanno presentato le proprie analisi sul rischio reputazionale.

L’emergenza legata al cambiamento climatico influenza le strategie di reshoring e la composizione delle catene del valore globali. Il report ha analizzato 126 multinazionali nel settore manifatturiero che hanno spostato le attività produttive all’estero. Quelle che pubblicano un report di sostenibilità e sono originarie di Stati particolarmente sensibili al tema della sostenibilità hanno una probabilità di rientrare nel Paese d’origine del 64% contro l’1,5% di media.