Si può “catturare” la CO2

Si può “catturare” la CO2

La CO2 è indubbiamente la prima causa del riscaldamento globale. I governi di tutto il mondo si stanno impegnando per ridurre le emissioni, ma in realtà l’unica soluzione consisterebbe nel «catturare» la CO2 che emettiamo. Il ritmo di riduzione è troppo lento secondo la stessa Agenzia internazionale dell’energia che non ritiene raggiungibili gli obiettivi che ci siamo dati. È la cosiddetta carbon capture, la cattura del carbonio, che sempre più scienziati ritengono ormai fondamentale affiancare agli sforzi per tagliare le emissioni.

gli studiosi Onu dell’Intergovernmental panel for Climate Change (Ipcc), che da tempo indicano la carbon capture fra le strategie fondamentali per poter raggiungere gli obiettivi indicati dagli accordi di Parigi.

Si auspica di poter rimuovere mille miliardi di tonnellate di CO2, obiettivo che corrisponderebbe allo smaltimento di cinque miliardi di automobili. In California esistono già centri di ricerca e aziende che sperimentano tecnologie per la cattura del carbonio, anche per le fasi successive del processo. Infatti, dopo la cattura la CO2 deve essere stoccata o reimmessa nel circuito produttivo. Nasce così l’acronimo Ccus, carbon capture, utilization and storage.