UE: limiti più severi ai grandi impianti di combustione

UE: limiti più severi ai grandi impianti di combustione

 Bruxelles ha adottato un nuovo atto esecutivo con cui attua le “Best Available Technique” (BAT) per combattere l’inquinamento dei grandi impianti di combustione. Si tratta delle tecniche impiegate nelle modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio delle centrali e ritenute le più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell’ambiente. Le nuove misure prevedono limiti più severi per gli inquinanti: la Commissione Europea mette mano alle emissioni dei grandi impianti di combustione o Large Combustion Plants (LCP) con una potenza termica superiore ai 50 MW, quali le centrali elettriche e quelle di teleriscaldamento, responsabili di circa un terzo di tutti gli inquinanti atmosferici dell’industria. La loro principale fonte di alimentazione, infatti, è ancora oggi il carbone (per circa il 55% degli LCP), seguito dal gas naturale e dalle biomasse.  Il provvedimento interessa in tutto 3.500 strutture europee (indipendentemente dal combustibile impiegato) per la quali l’esecutivo propone una revisione dei permessi da effettuare entro quattro anni, affinché entro la metà del 2021 siano soddisfatti standard più rigorosi. “Più del 30% dei cittadini dell’Unione europea è esposto a livelli di inquinanti atmosferici superiori agli standard dell’UE e più del 90% a livelli superiori rispetto alle linee guida dell’OMS”, spiega Bruxelles in una nota stampa. “L’abbassamento delle emissioni per le grandi centrali di combustione è vitale per poter affrontare la qualità dell’aria e migliorare la vita”. L’adozione della conclusione sulle BAT a livello dell’UE assiste gli Stati membri in questo compito e aiuta a garantire condizioni di parità in tutta la comunità europea. Attualmente la direttiva IED sulle emissioni industriali(2010) prevede, per i Paesi europei, la possibilità di concedere agli operatori di grandi impianti di combustione deroghe sull’applicazione delle BAT fino al 30 giugno 2020.

Fonte: www.rinnovabili.it