Watly, il depuratore termodinamico che genera acqua, energia pulita e internet

Watly, il depuratore termodinamico che genera acqua, energia pulita e internet

 

Marco Antonio Attisani,  economista con studi alla Cattolica di Milano e master a Londra,  si è dedicato alle energie  rinnovabili per approdare infine all’economia delle risorse idriche e alla risoluzione del problema dell’acqua: 1 miliardo di persone che soffrono la sete in un pianeta, paradossalmente composto soprattutto di sostanza liquida, ma sempre più secco.

Il progetto è partito ad Udine, ma vuol far conoscere la propria soluzione al mondo intero, grazie anche alla partecipazione all’Expo 2017 di Astanadedicata proprio al tema “Future Energy“.

“Abbiamo a disposizione una massa gigantesca di acqua, ma la contaminazione con il sale e l’inquinamento prodotto dall’uomo non la rende potabile ed utilizzabile. Grazie alle nostre ricerche, dal sole e dall’acqua sporca possiamo ottenere invece prodotti essenziali per lo sviluppo  e il miglioramento della qualità della vita di intere comunità– spiega Attisani –  Il cammino è stato lungo, siamo partiti dalla classica pagina bianca”. Dapprima Attisani finanziò il progetto autonomamente, poi le vittorie nelle prime competizioni dedicate alle start up, a partire dall’Olanda, e i finanziamenti europei.

Un network di ingegneri ha permesso di sviluppare il depuratore termodinamico alimentato ad energia solare, capace di depurare l’acqua generando energia elettrica off-grid (in maniera autosufficiente, isolata dalla rete) e purificare ogni anno fino a tre milioni di litri di acqua da qualsiasi fonte contaminata. Ma soprattutto in grado di funzionare grazie all’energia solare.

La macchina occupa poche decine di metri quadrati, ma può garantire servizi anche a comunità di 3 mila abitanti. Una potenzialità immensa se si pensa ai tanti piccoli villaggi dei Paesi in via di sviluppo tagliati fuori dalle reti di produzione e distribuzione di acqua, energia e connessione Internet. Sì, perché tra le tante cose, Watly fornisce anche una connessione wi-fi per accorciare il digital divide delle popolazioni più remote della Terra.

Il fondatore di Watly non è però solo un sognatore, ha studiato pragmaticamente il “mercato” e chiarisce: “Non vogliamo risolvere solo il problema dell’acqua per i poveri, ma di tutti quelli che hanno sete. Vedi, per esempio, l’Arabia Saudita“. Senza dimenticare i cambiamenti climatici, che stanno facendo avanzare la desertificazione anche nei paesi occidentali. Il pensiero va alla siccità di questi giorni: “Una situazione problematica che però mi aiuta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema – sottolinea Attisani – Mi sono reso conto che in questi 4 anni sembrava che il problema della scarsità delle risorse idriche fosse degli altri, ora ci si accorge che è anche nostro. In Italia abbiamo grandi opportunità perché siamo circondati dall’acqua”.

Fonte: www.greenews.info