L’Europa dell’economia circolare

L’Europa dell’economia circolare

Target di riciclo più elevati per rifiuti urbani ed imballaggi, obbligo di adozione dei sistemi di raccolta differenziata con particolare attenzione alle frazioni organiche, obiettivi più ambiziosi di riduzione della produzione di scarti e dei conferimenti in discarica. Queste le principali modifiche apportate al pacchetto europeo economia circolare sulla base degli emendamenti  delle quattro proposte di direttiva messe a punto dalla Commissione Juncker su rifiuti, imballaggi, discariche, veicoli a fine vita, rifiuti elettrici e pile e accumulatori – e approvati oggi a maggioranza dalla commissione ambiente del Parlamento Ue. Il dossier passa adesso in aula, dove il prossimo 13 marzo comincerà la discussione in plenaria. Una volta incassata l’approvazione, il pacchetto diventerà oggetto dei negoziati a tre con Commissione e Consiglio dei ministri dell’Ambiente Ue, fino alla ratifica della versione definitiva. Secondo stime della Commissione europea, una piena implementazione del pacchetto consentirebbe di creare 580 mila posti di lavoro entro il 2030, con un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee grazie a un uso più efficiente delle risorse e quindi a una riduzione delle importazioni di materie prime. Sostanziali le modifiche apportate dalla commissione alle proposte di direttiva proposte di direttiva presentate a dicembre 2015 da Juncker e  da più parti bollate come poco incisive. Con il voto di oggi vengono infatti corretti al rialzo i target di riciclo proposti da Juncker, recuperando di fatto quelli contenuti nel primo pacchetto europeo di misure per un’economia circolare, presentato a luglio 2014 dall’ex Commissario Josè Barroso e cestinato qualche mese dopo dal numero uno dell’esecutivo Ue in un nugolo di polemiche. Fissati al 60% entro il 2025 ed al 70% entro il 2030 gli obiettivi di riciclo dei rifiuti urbani (nella proposta della Commissione il target era 65% al 2030) mentre per gli imballaggi si fissano obiettivi al 70% entro il 2025 ed all’80% entro il 2030 (la Commissione proponeva invece 65% al 2025 e 75% al 2030).

Ricicla.it